Dal 28/5 al 2.6.2009 – “A.R.PA” Alberto con 37 volontari alla guida di 15 furgoni provenienti da: Pescate (LC), Finale Emilia (MO), Sozzano e Barbarano Vicentino in collaborazione con l’Associazione Sankalpa di Mason Vicentino (VI), Novara, Napoli, Giuseppina della Caritas di Tortona (AL) con i furgoni di Antonio e di Pierantonio, Rovello Porro (CO), Parrocchia San Pio X° di Conegliano Veneto (TV), Caritas di Crema (CR) e gruppo di Bagnolo Cremasco (CR). Hanno partecipato nel nostro secondo furgone gli amici Alice e Lorenzo di Poschiavo (Svizzera).
Venerdì 29/5. La motonave, partita con grave ritardo ieri sera da Ancona, arriva a Spalato che sono quasi le 8! Per fortuna riusciremo a prendere la S. Messa questa sera a Gromiljak. Poco più di due ore alla dogana del porto, un’ora a quella di Kamensko e un’ora a Livno. Bene! Qui ci dividiamo. Nove furgoni con Alberto ed Emilio puntano verso il centro della Bosnia, mentre gli altri si dirigono a Medugorje e scaricheranno domani in varie località. Dopo una breve sosta al Monastero delle Clarisse di Brestovsko, dove lasciamo qualche aiuto, raggiungiamo a Gromiljak l’accogliente Casa Annunciazione delle Suore Ancelle di Gesù Bambino, dove scarichiamo quanto serve di più anche per tanti poveri dei dintorni. Con Suor Liberija, superiora della casa, Alberto e gli amici di Napoli, Giuseppe e Paride, andiamo presso la vicina “Comunità del Padre Misericordioso”, una succursale di quella che c’è a Medjugorje presso il “Villaggio della Madre”. Ora qui sono in otto e stanno lavorando per sistemare questa casa, di proprietà della Caritas di Sarajevo, per accogliere altri ragazzi che vogliono uscire dalle dipendenze della droga o dell’alcool. Avevano chiesto un forno per il pane, ma il responsabile ci dice che Padre Svetozar vorrebbe il forno grande di Giuseppe a Medjugorje e qui ne manderebbe uno più piccolo. Cena e pernottamento dalle bravissime suore che ci chiedono un computer per un ragazzo molto povero ad uso scolastico.
Sabato 30/5. Alle 6,30 Don Jakov ci celebra la S. Messa e poi partiamo per Sarajevo. Qui lasciamo il carico di alcuni furgoni: per l’Associazione Sprofondo con diversi progetti assistenziali, al Pane di S. Antonio che gestisce anche due mense popolari, al Centro disabili Mjedenica e all’Associazione Vittime della guerra. Piove e alle 9,45 partiamo con la signora Hajrija di Sprofondo dirigendoci per oltre 100 km. a est di Sarajevo, vicino al confine con la Serbia. Dopo 70 km., a Rogatica, consegnamo i primi 100 pacchi famiglia. In questa zona, completamente controllata dalla maggioranza serba, sono tornati un po’ di musulmani e qualche croato-cattolico, ma nessuno ha un lavoro. Sono qui tutti ad aspettare e ritirare sotto la pioggia quella scatola con alimentari vari e qualche detersivo come un dono prezioso!
Proseguiamo fino a Usopraca, sul fiume Drina e qui ci dividiamo: Emilio e Paolo vanno a nord, lungo il corso della Drina, e scaricano a Medjedja consegnando 100 pacchi alle famiglie più povere della zona di Visegrad, mentre i 100 pacchi per i poveri di Rudo vengono trasferiti sul furgone inviato da quel Comune. Poi ci faranno avere l’elenco con le firme di tutte le famiglie che hanno ritirato la scatola. Proseguono poi fino a Visegrad per ammirare il famoso “Ponte sulla Drina”, titolo del libro di Ivo Andric, che racconta la drammatica storia di questo ponte (Premio Nobel per la letteratura del 1961). Alberto con alcuni furgoni va invece verso sud: a Gorazde. Presso questa cittadina venne scoperta una delle più vaste necropoli preistoriche del mondo (20.000 tombe) dell’età del Bronzo e del Ferro. Nella recente guerra, essendo un centro prevalentemente musulmano in zona tutta serba, subì terribili distruzioni e massacri finchè non intervenne l’ONU a dichiararla “enclave protetta”. Si vedono ovunque ancor oggi le gravissime ferite della guerra. Poco prima di Gorazde visitiamo l’antica chiesa ortodossa di San Giorgio del 1446 con belle icone antiche. Proprio qui vennero stampati nel XV° secolo i primi libri della Bosnia. E’ stato il Ministero dei Profughi di Sarajevo a farci avere, tramite Sprofondo, l’elenco esatto di 7 centri profughi in questa città, per cui i bravi volontari del nostro magazzino di Pescate hanno confezionato pacchi su misura per tutte queste 122 famiglie. Inoltre il Ministero ci ha segnalato l’estrema povertà in cui si trova la casa per Anziani con 53 persone ricoverate, di cui 14 immobili a letto. Accompagnati da un funzionario dell’amministrazione cantonale di Gorazde, cominciamo a portare alimentari, detersivi e soprattutto pannoloni proprio alla casa per anziani, dove facciamo felice il direttore, specie per i pannoloni che rappresentano per lui una spesa impossibile. Una televisione locale mi intervista intanto che scarichiamo. Poi consegnamo i pacchi famiglia dei 7 centri profughi dislocati in costruzioni fatiscenti in diverse parti della città. Infine andiamo con qualche aiuto presso il centro “SOS Kinderdorf” segnalatoci dall’amica dott.ssa Edita che lavora come pedagoga presso il centro gemello di Mostar. Questo centro di Gorazde ha una scuola materna che ospita 70 bambini (molti non paganti perché poveri) e segue 31 famiglie con problemi gravi di povertà, salute e disagio sociale. Proprio lì accanto, finanziata dalla Turchia, stanno costruendo una moschea grandissima, veramente enorme come non abbiamo mai visto; forse neanche nelle più grandi città turche c’è una moschea così grande. Ci chiediamo: perché la Turchia non ha costruito invece un po’ di case per dare un alloggio dignitoso ai tanti profughi di questa città? Da qui, con una galoppata di oltre 260 km., passando da Sarajevo e da Mostar, alle ore 20 raggiungiamo Medjugorje, dove alle 22 partecipiamo all’adorazione eucaristica dall’altare esterno con tante migliaia di fedeli.
- I furgoni venuti ieri sera a Medjugorje: Andrea e Alda col furgone di Felice hanno portato aiuti al Centro “SOS Kinderdorf” di Mostar, che segue i tanti problemi di 88 famiglie, e soprattutto alla Cucina popolare di Mostar est. Anche Luigi di Conegliano, dopo aver lasciato diversi pacchi per le famiglie più povere di Izbicno, da Padre Franjo Mabic, è poi passato alla stessa Cucina Popolare, che fino a poco tempo fa distribuiva 600 pasti al giorno, ma che ora ha dovuto dimezzare i pasti, non perché sono diminuiti i poveri, bensì gli aiuti. Un po’ di pannoloni al Pensionato anziani. I furgoni di Giuseppina nei centri profughi con baracche di Tasovcici, dove chi va con aiuti deve consegnare direttamente alle famiglie e non mettere in magazzino, che resta sotto controllo del Comune… poco attento; nel centro di Dubrava presso Grude, dove sono rimasti solo in 65, ma molto nel bisogno perché lì non va mai nessuno, pur essendo così vicino a Medjugorje; al pensionato anziani di Domanovici, dove la situazione sembra peggiorata. Edi e Cesare di Bagnolo Cremasco sono saliti al nord, all’importante Centro Emmaus-Duje di Klokotnica presso Gracanica, che io ho visitato il mese scorso. Ambrogio e Bruno di Crema nella Parrocchia di Don Ivan Ravlic a Novo Sarajevo e poi all’estremo nord, nella Parrocchia di Don Ilija Matanovic a Kopanice.
Domenica 31/5 Solennità di Pentecoste. Saliamo presto la Collina di Podbrdo meditando i misteri gaudiosi e tanti messaggi e fatti legati a questo luogo. Alle 10 partecipiamo alla S. Messa degli italiani, che abbiamo calcolati in circa 5.000. Presiede P. Massimo Rastrelli di Napoli, che saluto con affetto ricordando gli incontri dei primi anni (1983-84-85). Nel pomeriggio passiamo a salutare e lasciare le ultime cose, ascoltando anche qualche testimonianza, nelle Comunità di Nuovi Orizzonti, Ragazze di Suor Elvira, Ragazze Madri, Villaggio della Madre e Famiglia ferita di Suor Kornelija. A lei chiedo notizie di Vicka che è caduta in casa. Ha lesionato abbastanza gravemente la schiena, una spalla e un braccio; sta facendo delle cure avanti e indietro da Zagabria; ora sembra andare un po’ meglio, ma ne avrà ancora per molto. Le tre ore di preghiera serale, cioè il programma voluto dalla Madonna, tutto tradotto in italiano per chi ha la radiolina, questa sera sono disturbate dalla pioggia. Dopo cena ci troviamo con tutti partecipanti per raccontarci come sono andati gli scarichi e le necessità riscontrate.
Lunedì 1/6. Al mattino partecipiamo con gli italiani all’incontro che tiene Mirjana davanti casa sua e Ivan nel capannone giallo. Gli italiani sono una marea! Alle 11 la S. Messa per noi si celebra all’altare esterno, anche se piove. Presiede Sua Ecc. Mons. Bernardo Cazzaro dei Servi di Maria, che fu Vescovo in Cile ed ora a riposo presso il Santuario di Monte Berico a Vicenza. Nel pomeriggio accompagno Giuseppe e Paride di Napoli (che hanno recuperato tutti i pezzi del loro forno per il pane a Sarajevo e a Gracanica) al Villaggio della Madre dal dott. Niksa, che mostra dove va messo il forno. Nei due giorni successivi lo hanno montato e avviato con viva soddisfazione per tutti.
Martedì 2/6. Alle 6 Padre Miro Sego, guardiano di Humac, celebra la S. Messa per noi nella sua bella chiesa di S. Antonio. Poi la lunga galoppata di quasi 1000 km. per tornare a casa. A Maslenica ci obbligano ad uscire dall’autostrada a causa della bora e così dobbiamo risalire tutta la bellissima, ma frastagliata costiera dalmata, fino a Rijeka… come una volta.
Grazie Maria che ci hai permesso di iniziare ed ora di finire il tuo bel mese di maggio con piccoli gesti di solidarietà e di carità.
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