Search  
Saturday, March 13, 2010 ..:: Card. Schonborn ::.. Register  Login
 Omelia del Card. Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna Minimize

Omelia del Card. Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna,

alla veglia di Capodanno nella chiesa di Medjugorje - 31 dicembre 2009

 

Cari fratelli e sorelle, qui in chiesa o nei luoghi intorno alla chiesa o nel salone giallo, siamo tutti consapevoli che è un grande privilegio non dover festeggiare il nuovo anno con lo champagne … forse più tardi  [applausi e risa], ma con Maria, Giuseppe, il Bambino nella greppia e con i pastori.

Tutti noi siamo venuti a Medjugorje per essere in questo giorno in special modo vicini alla Madre del Signore. O più esattamente dobbiamo dire che siamo venuti qui perché sappiamo che la Madre del Signore vuol essere vicina a noi. Con lei vogliamo iniziare il nuovo anno. La prima cosa che mi commuove, se penso al presepio e ai pastori, è che non c'era nessun angelo. Qui [indica il presepio alla base dell'altare] ci sono due angeli sopra la grotta, ma nel vangelo non ci sono; erano nel campo dei pastori, una grande schiera di angeli, ma Maria e Giuseppe ne hanno solo sentito parlare, i pastori glielo hanno raccontato. Neanche voi avete visto la Gospa, ma qui ci sono delle persone che ce lo hanno raccontato. E noi confidiamo che la Madonna ci è veramente vicina. La fede viene dall'ascolto e mi impressiona per prima cosa che nel vangelo di oggi si parla di ascolto. Prima di tutto dobbiamo ascoltare il lieto annuncio. Abbiamo due orecchie, due occhi e solo una bocca: questo significa che dobbiamo ascoltare molto, guardare molto e poi anche parlare. E cosa dobbiamo dire? Dobbiamo raccontare ciò che abbiamo visto e udito. Il mondo necessita di una nuova evangelizzazione, questa avviene solo se è impossibile che tacciano coloro che hanno visto e udito.

Tutti noi abbiamo ricevuto la fede e nel battesimo abbiamo ricevuto il compito di comunicarla agli altri. I pastori hanno raccontato ciò che era stato loro detto e da questo tutto è continuato. Il Vangelo, la buona novella, è stata raccontata, e quelli che l'hanno riferita erano credibili. Quelli che hanno udito, hanno anche visto che le parole erano in accordo con la vita, che ciò che i testimoni dicevano trovava corrispondenza anche nella loro vita. Come possiamo diventare testimoni del Vangelo? Prima di tutto noi dobbiamo guardare a Maria. Maria conservava e meditava nel suo cuore tutto quello che era accaduto. Fratelli e sorelle, ciò di cui urgentemente abbiamo bisogno nel nostro tempo è la preghiera. Lo dico con un po' di tristezza: so che prego troppo poco. So che la preghiera è la vita. Senza un vivo rapporto con Dio la nostra vita diventa arida e vuota.  Perché la Madonna ci dice continuamente di pregare? “Prendetevi il tempo per la preghiera”. Questo è un buon proposito per il nuovo anno, per noi sacerdoti, diaconi e per tutti. Tempo per la preghiera. La preghiera ci dà tanta forza, tanta gioia: troppo chiaro! Preghiamo Maria che ci aiuti a pregare di più. Se preghiamo, le nostre parole sono piene di vita e poi la nostra testimonianza è credibile.

Vorrei spendere due parole su ciò che l'apostolo Paolo ci ha detto. L'anno paolino è già finito e ora siamo nell'anno sacerdotale, ma le parole dell'apostolo Paolo erano così forti perché erano piene di vita. Nella lettura di oggi ci dice  che Dio ha mandato suo Figlio per farci diventare suoi figli. Le figlie non sono escluse, si intende, figli e figlie insieme; ma Paolo dice che siamo chiamati a diventare figli e non schiavi. Così come Gesù è figlio di Dio, così possiamo anche noi chiamarlo Padre. All'inizio di quest'anno l'apostolo Paolo ci dice: voi siete figli e non schiavi. Io credo che Medjugorje è un posto dove si confessa molto e la confessione è la liberazione dalla schiavitù del peccato.  Nulla ci fa schiavi quanto il peccato. Dio ci vuole avere come figli. Libertà dei figli di Dio, e per questo ci ha donato il sacramento della confessione. Dobbiamo avere un nuovo atteggiamento verso Dio, poterlo chiamare Abbà. Gesù ci ha chiamato ad avere fiducia in lui, ad avere fiducia in Dio. C'è troppa paura di Dio in noi. “ Jezu ufam tobie”, Gesù confido in te - so anche il polacco – “Jezu ufam tobie”, Gesù confido in te. Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato questo messaggio: abbiate fiducia nella misericordia di Dio, abbiate fiducia nella misericordia di Gesù. A volte, avere fiducia può essere eroico: quando la vita si fa difficile, quando un matrimonio diventa un peso, quando una malattia ci opprime, quando non sappiamo come andrà col nostro lavoro. Allora, dire “Jezu ufam tobie”, può essere eroico. Avere fiducia è veramente un atto di fede. E ancora guardiamo a Maria: chi ha donato un atto di fiducia, di fede, più grande di Maria? “Jezu ufam tobie”: questo sia il nostro programma per l'anno che viene.

 E' quasi mezzanotte e si sentono i botti, ma noi non tiriamo petardi, preghiamo; noi non vogliamo sparare ma cantare. E un'ultima parola: i pastori tornarono glorificando e lodando Dio per quello che avevano visto e udito. Anche noi torneremo a casa e, per poter essere testimoni della buona novella, del Vangelo, dobbiamo prima di tutto glorificare Dio. I pastori glorificarono e lodarono Dio per quello che avevano visto e udito, spero che anche tutti noi torneremo a casa, faremo il viaggio di ritorno, dopo questi giorni passati qui, e glorificheremo Dio per ciò che abbiamo visto e udito. Allora crederanno anche a noi quando racconteremo, perché la nostra parola sarà degna di fede.

Adesso è quasi mezzanotte ed è il momento giusto per proclamare il nostro Credo. Con questa fede entriamo nel nuovo anno. Dio benedica questo nuovo anno. [lungo applauso]

 


 Print   

 Il Card. Christoph Schönborn a Medjugorje Minimize

DSC_1103.jpg DSC_1117.jpg DSC_1231.jpg DSC_1195.jpg 2010-01-01_02_22_38.jpg DSC_1218.jpg IMG_9408.jpg IMG_9459.jpg DSC_1129.jpg IMG_9422.jpgIMG_9728.jpg IMG_9744.jpg IMG_9801.jpg


 Print   

 Intervista al Cardinal Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna Minimize

INTERVISTA AL CARD. CHRISTOPH SCHŐNBORN, ARCIVESCOVO DI VIENNA 

DAL GIORNALE AUSTRIACO TAGESPOST

 

Schönborn: "Vorrei assolutamente tornare a Medjugorje!"

“Bisogna chiudere gli occhi per dubitare che a Medjugorje scorrano fiumi di Grazia. Per me questa è una cosa evidente, la Chiesa sicuramente non la può trascurare”.

***

DT: Eminenza, perché ha passato il capodanno a Medjugorje?

Schönborn: E' piuttosto inconsueto che un Cardinale vada a Medjugorje come pellegrino. All'inizio non ne ero così consapevole, ma l'ho constatato in seguito. Avevo sentito che erano stati là molti cardinali e vescovi, ma soprattutto in forma molto privata. Anche il mio pellegrinaggio era del tutto personale: un pellegrinaggio di supplica e di ringraziamento in un luogo dal quale in 28 anni ho visto provenire molti frutti impressionanti. Quindi era per me importante andare di persona in questo luogo che è diventato uno dei più grandi luoghi di pellegrinaggio nel mondo. Il primo grande gruppo di preghiera a Vienna si era raccolto nei primi anni '80 presso i domenicani. Noi domenicani notavamo che la chiesa era sempre piena, e che queste veglie di preghiera avvenivano anche durante tutta l'estate; che molti giovani venivano e pregavano con una costanza impressionante. Quando sono diventato vescovo, ho notato come molti dei nostri sacerdoti più giovani erano fortemente ispirati da Medjugorje, e come questo fenomeno avesse giocato un ruolo nel loro personale cammino al sacerdozio. Un terzo fenomeno sono le conversioni. Non c'è, oltre a Taizé, nessun incontro che metta insieme tante persone giovani come il Festival dei Giovani di Medjugorje. Da questo deriva l'importanza a livello mondiale del fenomeno.

 

DT: Impressionante a Medjugorje è anche la cultura della confessione.

Schönborn: Ho confessato io stesso due ore e mezza. Molti, che da 20 o 30 anni non la facevano, hanno riscoperto lì la confessione. Questa riscoperta del sacramento della penitenza avviene ad ogni livello. Quando si mettono insieme tutte queste cose sorge la domanda: che aspetto ha l'albero che porta tali frutti? Vi è una grammatica teologica delle apparizioni; la Madre di Dio ha chiaramente un approccio "pastorale". Le apparizioni sono un fenomeno universale. Non c'è quasi nessun paese che non abbia tali manifestazioni che si imprimono in quel paese e al di fuori di esso. Senza pregiudicare un definitivo pronunciamento della Chiesa, faccio notare che dal 1981 si è assistito a Medjugorje a fenomeni aventi una forte somiglianza con altre apparizioni mariane. La questione del perché la cosa duri così a lungo è un altro problema. In questa regione estremamente povera, arida, ma caratterizzata da una profonda, autentica religiosità cattolica, dei bambini sono entrati in contatto con questa apparizione e l'hanno testimoniata. C'è una caratteristica fondamentale che attraversa molte apparizioni: anche a Lourdes era una ragazza di 14 anni, e in un luogo impossibile. Maria non appare quasi in nessun posto ai Vescovi, ma quasi sempre i suoi messaggi sono diretti anche a sacerdoti e vescovi.

 

DT: Che cosa intende per "grammatica" delle Apparizioni?

Schönborn: Le apparizioni hanno il loro proprio linguaggio: sono rivolte ai piccoli, insignificanti per il mondo. I messaggi sono sempre semplici, non complicati, ma arrivano al nocciolo del Vangelo e del messaggio cristiano. Da questo si ha un criterio distintivo: tutti i messaggi straordinari e complicati sono sospetti fin dall'inizio. E' impressionante che già il secondo giorno delle apparizioni la parola "pace" sia stata centrale e che Maria a Medjugorje sia venerata come "Regina della Pace". Dieci anni più tardi, scoppia la prima guerra balcanica. Il messaggio di base è la preghiera, e perché la Madre di Dio non dovrebbe continuamente ricordarci questo messaggio? Alla grammatica della Madre di Dio per me appartiene anche il suo chiamarci "figli miei", senza distinzione fra piccoli o grandi, giovani o vecchi.

 

DT: Un giudizio definitivo da parte della Chiesa non c'è ancora.

Schönborn: La posizione ufficiale della Conferenza dei Vescovi jugoslavi del 1991, che è stata accolta almeno due volte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, è per me una linea guida ideale, ed è bene attenersi ad essa. Circa i fenomeni, il Magistero della Chiesa non si esprime in modo definitivo: "Non è accertato che i fenomeni siano soprannaturali." La scelta di questa formula lascia aperta la possibilità che siano soprannaturali. La Chiesa sta procedendo con consapevole prudenza, per non impedire i frutti, ma anche per premunirsi contro le aberrazioni, che sono sempre possibili.

 

DT: La chiesa deve emettere un verdetto definitivo una volta che i fenomeni siano conclusi?

Schönborn: Ci sono molti luoghi di apparizioni mariane, dove non c'era per tanto tempo alcun giudizio della Chiesa, ma ciononostante i pellegrinaggi avevano luogo. Per questo la seconda e terza frase della Dichiarazione del 1991 sono importanti, vale a dire che non sono possibili i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje; al tempo stesso, tuttavia, è stato sottolineato che dovrebbe essere data ai molti pellegrini la cura spirituale. Ciò include il servizio alle confessioni, perché Medjugorje è diventato uno dei luoghi di confessione più grandi del mondo. Come vescovo diocesano vedo in questo la mia concreta responsabilità verso persone che a Medjugorje cercano e ricevono un impulso spirituale. Medjugorje ha sviluppato una sua dinamica propria, che ha indubbiamente ricevuto l'impulso iniziale da parte dei ragazzi che hanno riferito i messaggi della Madre di Dio. Nel frattempo però, questo fenomeno gioca un ruolo subordinato. Che cosa fanno le migliaia di pellegrini che vengono a Medjugorje oggi? Pregano! Ogni giorno recitano tutto il Salterio, prendono parte all'adorazione eucaristica. Non ci sono attrazioni turistiche, ma i pellegrini trascorrono ore in preghiera, fanno lo sforzo di salire il Monte della Croce meditando la Via Crucis e col rosario pregano salendo il Podbrdo. La gente ha una nostalgia di tornare incredibile, come a Lourdes. Me lo posso solo spiegare con la vicinanza della Madre di Dio che fa bene alla gente. C'è qualcosa di confortante, che porta aiuto, forza. Confesso: anch’io vorrei assolutamente tornare a Medjugorje! Conosco molte persone che si sentono così. E' la Madre di Dio la miglior guida a suo Figlio.

 

DT: Indipendente dal riconoscimento delle apparizioni, Medjugorje è certamente un luogo di grazia?

Schönborn: per dubitare che a Medjugorje scorrono fiumi di Grazia, dobbiamo chiudere gli occhi. Per me questa è una evidenza che la Chiesa non può certo ignorare. È troppo chiaro che qui agisce la pienezza della Grazia. Per quanto riguarda l'aspetto carismatico, le locuzioni, le parole, faccio riflettere che S. Faustina per anni ha avuto apparizioni di Gesù quasi ogni giorno. Questo fu accuratamente studiato da Roma, inizialmente in modo molto critico, ma gli esami successivi dimostrarono senza alcun dubbio la solidità delle apparizioni. In tema di locuzioni e visioni la Chiesa è sempre stata molto prudente, ed è bene sia così. La cosa importante è che i frutti non vengano ostacolati. Sono particolarmente colpito dal grande numero di opere sociali che sono nate dall'impulso di Medjugorje: per esempio la Comunità Cenacolo, che ha un incredibile successo con i tossicodipendenti, che trovano la guarigione in una forte vita cristiana. Medjugorje è diventata un trampolino di lancio per la Comunità Cenacolo, perché da questo luogo il messaggio di speranza si è diffuso in tutto il mondo. Un secondo esempio è il Villaggio della Madre, fondato da Padre Slavko, inizialmente per le vittime della terribile guerra.

 

DT: Lei ha citato i buoni frutti - le conversioni, vocazioni, confessioni - e i contenuti che non sono in contrasto col Vangelo e con la dottrina. Cosa può esaminare ancora la Chiesa?

Schönborn: Certo è un elemento importante anche la credibilità personale dei testimoni. Può anche essere un segno dei tempi che i veggenti siano sposati e abbiano famiglia. Credo che dovremmo indagare Medjugorje alla luce del Concilio Vaticano II: il famoso "sensus fidelium", che non cerca tanto lo straordinario, bensì il rafforzamento della fede nella vita quotidiana. Nel messaggio di Medjugorje si tratta sempre della normale vita cristiana di tutti i giorni. Che cosa si impara dalla Madre di Dio? La fede nel quotidiano! Per me Medjugorje è una scuola di normale vita cristiana.

 

DT: Lei fa una distinzione tra lo slancio iniziale e gli eventi successivi. Perché?
Schönborn: Lo slancio iniziale ha messo in moto l'evento. Il fatto che i messaggi continuano, gioca sicuramente un ruolo importante per i pellegrini che rimangono in contatto con Medjugorje. Senza la spinta iniziale non ci sarebbe Medjugorje. Non voglio speculare sul riconoscimento. Per me, come vescovo, è importante che nei messaggi non ci sia qualcosa che contraddice la fede: che Maria in questo momento si manifesti come "Regina della Pace" è la loro firma; idem l'accento sulla conversione, perché c'è pace con l'altro solo quando c'è pace con Dio.

 

DT: Molte persone hanno cambiato la loro vita a e attraverso Medjugorje. C'è qualcosa di diverso che vuol fare dopo questa visita?

Schönborn: Se così fosse non lo direi. Ma una cosa ho capito attraverso gli anni di unione con Lourdes: che ci dobbiamo far guidare molto più concretamente dalla Madonna. Come raggiunge Maria il cuore degli uomini? Viviamo in un paese dove il numero di fuoriusciti dalla Chiesa costituisce il secondo più grande "gruppo religioso". Molte di queste persone però hanno nostalgia di Dio. Vediamo cosa succede alle persone che si recano a Lourdes e a Medjugorje: qui le ferite vengono guarite e il cuore si apre. Come lo fa questo Maria nel nostro tempo? Per me è diventato sempre più evidente, dobbiamo farci ispirare dalla pastorale di Maria. I messaggi contengono pochi appelli morali, ma se i cuori si lasciano toccare da Maria e si rivolgono a Dio, poi le cose si sistemano, allora il "sì" alla vita nasce da una evidenza interiore. Un cuore convertito a Dio trova anche la strada giusta nelle questioni morali.

 

DT: Il suo viaggio è stato concordato con la Santa Sede? Riferirà alla Santa Sede le sue impressioni in merito?

Schönborn: sono andato a compiere questo pellegrinaggio per motivi del tutto personali. Io non nascondo ai miei confratelli il mio atteggiamento verso Medjugorje, che qui si è approfondito. Con molti vescovi ne ho parlato e continuerò a farlo. Anche questa è parte della opinione e del giudizio della Chiesa. Per molti dei pellegrini venuti a Medjugorje per S. Silvestro, era già una consolazione il fatto che c'era anche un cardinale.

Fonte: Kath.net (traduzione: medjugorje-bz) 

 


 Print   

Copyright (c) 2000-2006   Terms Of Use  Privacy Statement
DotNetNuke® is copyright 2002-2010 by DotNetNuke Corporation